Arte ed iconografia nelle etichette messicane

Arte ed iconografia nelle etichette messicane

Di Roberto Artusio, Cristian Bugiada

Illustrazione di Giuseppe Liotti

Quando si fa ricerca sui distillati messicani con viaggi di investigazione sul campo, si percorrono chilometri e si incontrano migliaia di volti, si viene completamente travolti dalla bellezza del popolo messicano e delle icone che ne costituiscono l’identità. 

Camminando per le vie del centro di Città del Messico si viene immediatamente travolti dalla moltitudine di simboli e pittogrammi che delineano e compongono l'espressione della società messicana, dalle tradizioni più arcaiche fino alla modernità. In questo articolo abbiamo deciso di farvi intraprendere un viaggio semiotico attraverso i più importanti archetipi dell’iconografia messicana che sono diventati ricorrenti nelle grafiche delle etichette dei brand di Tequila e Mezcal, ormai note appunto anche per la loro bellezza e unicità. 

Non si può infatti, entrando in un bar, non notare la sezione dedicata agli spiriti messicani connotati da un’estetica sgargiante e vibrante.

L'arte messicana, come d'altronde il suo popolo, è variegata, tradizionale e sempre autentica, caratterizzata da un'assoluta ricercatezza anche nell'espressione più semplice e istintiva.

Per fare un piccolo accenno a nomi che hanno reso nota l'arte e lo stile messicano in tutto il mondo, abbiamo deciso di spendere due parole su alcuni degli esponenti artistici più riconosciuti nell'era contemporanea: Diego Rivera e Frida Kahlo, coniugi famosissimi, soprattutto per le vicende legate alla vita di Frida che hanno affascinato e fatto scalpore in tutto il mondo.

In realtà in questa piccola parentesi, vorremmo soffermarci più sul potere dell'arte come veicolo d'informazione di messaggi politici e sociali di Rivera, che è stato al tempo un precursore del muralismo (movimento artistico nato in Messico dopo la Rivoluzione del 1910). 
L’intera opera di Rivera si basa per lo più sull’esigenza di recuperare le tradizioni e la volontà di riallacciare il dialogo con le origini.
“La Rivoluzione del Messico non fu che la riscoperta del Messico da parte dei Messicani”, come scrisse Octavio Paz, e fu proprio su questo concetto che Rivera basò la sua urgenza artistica, realizzando le opere murarie su edifici e costruzioni di Città del Messico.
Dei veri e propri monoliti pittorici a disposizione di tutto il popolo che hanno il compito di ricordare ai messicani da dove vengono e dove sono proiettati.

Il nostro percorso che parte proprio da questi concetti, ci ha portato ad analizzare una serie di icone che sono diventate emblematiche nella grafica alcune etichette di distillati di Agave.

Mayahuel e la Virgen de Guadalupe

La Madonna di Guadalupe è certamente una delle icone più apprezzate in Messico, terra da sempre molto legata alla spiritualità e al misticismo, con una forte inclinazione alla devozione.

È bene precisare che la religione cattolica in Messico fa parte di un processo di importazione culturale da parte dei conquistadores che hanno sostituito alcune credenze locali con quelle europee, e conseguentemente cattoliche, per accelerare il processo di conquista. 

Il risultato?
Un messico ''mestizo’’ (meticcio) che non dimentica le proprie radici culturali e che resta in bilico tra la religione pagana e quella cattolica. Questo dualismo tra due culti, il forte senso di devozione e fede è riassunto benissimo in un episodio che per noi ormai è diventato indimenticabile.

Abbiamo conosciuto un vecchio maestro mezcalero, convinto da un giovane pioniere del Mezcal a ricominciare a distillare dopo anni di inattività il suo prodotto. Per celebrare l’evento il mezcalero ha deciso di invitare gli amici e qualche fortunato tra cui uno di noi - lo “sciamano” Roberto Artusio - per il rituale di inizio stagione, che prevede il sacrificio di due capre, successivamente servite durante il pranzo agli ospiti. 

Con il sangue estratto dai due animali il maestro ha sporcato esternamente gli alambicchi (attorniati da santini e candele) che sono stati usati per distillare i primi 18 litri di prodotto (servito in parte anche agli ospiti insieme alla tradizionale barbacoa).
Alla fine di questo processo il maestro ha meticolosamente ripulito gli alambicchi con dei panni bianchi che ha consegnato a un amico domandandogli: ''Vai a Città del Messico? Se sì, porta questi panni alle rovine del vecchio tempio di Mayahuel che si trova dietro la Nuova cattedrale della Virgen di Guadalupe''.

Lucha Libre

Sudore, urla, tecnica, fatica, allenamento, fratellanza, aggregazione, spettacolo. 
Questi gli elementi chiave di un'arte che dall'inizio del XX secolo ha conquistato il Messico intero, e anche noi, quando abbiamo avuto la fortuna di partecipare a uno show di lotta libera in una delle arene più importanti del paese.

Gli artisti, i lottatori, sono conosciuti e amati come vere rock star, riempiono gli spalti e incantano nonni e bambini tutti uniti a tifare per il Luchador preferito.

Anche nelle etichette di distillati è fortemente presente questa icona.

Qui sotto potrete apprezzare le migliori marche che riportano questa icona molto divertente e accattivante, e un cocktail che abbiamo inserito come tributo a un grandissimo lottatore e anche a un grandissimo cocktail, il Blue Blazer di Jerry Thomas. (etichetta di enmascarado, luchador, el santo, )

Calavera

Forse tra le icone più rappresentative e affascinanti del Messico, lo scheletro dai colori sgargianti che racchiude in sé la cultura di un paese che guarda la morte non solo con un'accezione negativa, ma anche come rinascita, un momento che merita adorazione e deve essere portatore di gioia, un feticcio che serve a ricordare l'importanza di essere vivi.

Il momento più bello dell'anno secondo noi, per visitare Oaxaca, è a cavallo tra ottobre e novembre, proprio durante ‘’Los Dias de Los Muertos''festa lunga tre giorni dal 31 di ottobre al 2 di novembre che consiste nel preparare il tradizionale altare, da ornare con doni di tutti i tipi in onore dei defunti della propria famiglia, che vengono ricordati tramite fotografie meticolosamente selezionate e sistemate per ordine e scala gerarchica sull'altare.

Sempre durante le celebrazioni vengono cucinati quintali di pollo da servire insieme al tradizionale Mole Negro Oaxaqueno, salsa a base di spezie (di solito una serie di peperoncini e frutta secca dalle ricette gelosamente custodite dalla famiglia) e cacao tostato. 

Ad arricchire tutti i momenti della festa, il distillato più spirituale al mondo, il Mezcal, che come da tradizione si consuma e si condivide con la famiglia e anche con le anime dei defunti che vivono la casa in quei giorni.

Avete capito bene, per loro gli spiriti vivono la casa e la festa insieme ai vivi, due mondi che si incontrano e condividono la gioia di un legame più profondo, più duraturo e più forte delle barriere terrene: l'amore.

Roberto Artusio, Cristian Bugiada

Roberto Artusio, Cristian Bugiada

Due amici uniti dalla passione per il Messico. Da questa terra nel 2014 inizia un viaggio alla scoperta dell'Agave e dei suoi distillati, avventura che li porterà a diventare Ambasciatori del Mezcal in Europa.

Giuseppe Liotti

Salernitano, classe '78. Disegnatore autodidatta, si laurea in Scienze della Comunicazione e lavora come storyboard artist in campo pubblicitario e cinematografico, collaborando con registi come Matteo Garrone. Disegna serie a fumetti per i Sergio Bonelli Editore, Le Lombard, Glenat, Rue de Sevres).