Alla scoperta della Knockdhu Distillery

Alla scoperta della Knockdhu Distillery

Di Pino Perrone

Illustrazione di Isabella Conti

2 minuti

Gli scozzesi amano le cose semplici. Ed è giusto così: perché rendere complicata una cosa quando c'è una maniera semplice per farla?
La semplicità è un punto di partenza, parafrasando ciò che affermava circa le proprie opere l'illustratore e pittore belga Jean-Michel Folon.

In osservanza di questa spontaneità, in Scozia il nome del whisky prodotto da una singola distilleria di malto è lo stesso della distilleria medesima. Quando scelgono di differenziare, creando un nuovo stile, il brand avrà un altro nome, ma resterà scolpito nella nostra memoria quello originale. Quindi il nuovo arrivato, pur avendo un suo nome, sarà, almeno per molto tempo, quello generato dalla distilleria tal dei tali. 

Però, dal momento che ogni regola vuole la sua eccezione, in Scozia allo stato attuale di deroghe ne esistono tre, fra i prodotti commercializzati di single malt.

Una di queste eccezioni riguarda la distilleria di Knockdhu, sorta nel 1893 e in produzione l'anno seguente, in un momento di forte espansione del whisky scozzese, nel paesino di Knock, a nord di Huntly, nel cuore della regione fluviale dello Speyside

Una scelta di sito ove collocarsi affatto casuale: in prossimità della stazione ferroviaria di Knock, attiva dal 1859, come fermata intermedia della diramazione che collegava Strathisla con i porti nell'Aberdeenshire di Portsoy e soprattutto, di Banff, dove sfocia al termine di 97 chilometri di percorso tortuoso il fiume Deveron, proveniente dalle Grampian Mountains. 

Otto anni dopo la tratta ferroviaria fu assorbita dalla Great North of Scotland Railway, che darà un grande sviluppo al trasporto delle merci alla Scozia intera.

La distilleria di Knockdhu ha il classico tetto a pagoda tipico di quegli anni, opera dell'architetto Charles Chree Doig, e dopo 90 anni di attività chiuse, come molte, nel fatidico 1983, in marzo, ma a differenza di tante altre che non riaprirono per Knockdhu fu una decisione momentanea. 

Il suo rientro in produzione, il 6 febbraio 1989, è con una nuova proprietà, l'attuale Inver House Distillers, acquistata successivamente nel 2006 dalla tailandese International Beverage Holdings Ltd (nel gruppo Inver House appartengono anche le distillerie scozzesi di BalblairPulteneySpeyburn e Balmenach), che introdusse per la prima volta nel mercato nel successivo 1990, il proprio single malt, con il nome proprio della distilleria.
Il cambio di nome avvenne esattamente tre anni dopo.
Per non creare confusione con il nome di un whisky prodotto da un'altra distilleria e già ampiamente conosciuto (soprattutto in Spagna), avente il medesimo inizio di Knock (Knockando), si decise per optare per uno nuovo pescando dal gaelico (un termine anche irlandese), di anCnoc, che significa semplicemente la collina.

Il whisky anCnoc è di grande interesse per la sua qualità, non molto noto al grande pubblico, e che invece i cultori ben conoscono e apprezzano per la sua pienezza e spessore, e sembra quasi a costoro spiaccia divulgare l'informazione in maniera eccessiva, come a tutelare un segreto riservato a pochi.


*Un ringraziamento speciale ad Anna Maclennan, Channel Marketing Executive di International Beverage, per la condivisione dell'archivio fotografico.

Pino Perrone

Pino Perrone

Da più di 30 anni nel whisky. Giudice in Spirits Selection del C.M.B., e International Sugarcane Spirits Awards. Per dieci anni organizzatore del Roma Whisky Festival. Curatore editoriale di Whisky, Iconic Whisky, Rum di Cyrille Mald, per L'Ippocampo, e Il Whisky nel Mondo per Readrink.

Isabella Conti

Nasce a Milano sotto la neve di un freddo marzo, in un anno bisestile. Una bambina che ama disegnare e dipingere. Non studia arte, è spinta verso fisica e matematica. Dopo anni di scritture aziendali e libri contabili, si butta nella rete e inizia il suo percorso artistico.