Sharon-Sue Hang-Baksh, Master Blender di El Dorado Rum

Sharon-Sue Hang-Baksh, Master Blender di El Dorado Rum

Di Marina Lanza

Illustrazione di Davide Fasolo

Siamo in Guyana, alla Demerara Distillers Limited (DDL), uno dei più importanti produttori di rum, pluripremiati ed esportati in 65 Paesi in tutto il mondo. Uno su tutti è El Dorado Rum.
La DDL è una distilleria che vanta una peculiarità unica: l’acquisizione di realtà con oltre 300 anni di storia, avvalendosi tuttora del l’utilizzo di alambicchi e di colonne secolari, che hanno modo di apportare caratteristiche inconfondibili nei suoi spirits.

Intervistiamo la sua Master Blender, Sharon-Sue Hang-Baksh, una donna straordinaria con una laurea in chimica con indirizzo in biologia presso UG, nel 1994, oltre a un Executive Master in Business Administration che ha ottenuto presso la Arthur Lok Jack Global School of Business, Università delle Indie Occidentali.

Oltre all’indubbia preparazione scientifica ed economica, a Sharon-Sue Hang-Baksh è riconosciuto anche un pregiatissimo talento nel blending che sa unire alla padronanza di una tale strumentazione, le sue competenze di analista chimica e un palato particolarmente sensibile ed elegante. In altre parole, su una base di metodo rigoroso, la Hang-Baksh sa spaziare con la sua inconfondibile sigla personale, che ci porta un rum dalla rotondità ricca di note e di aromi, e una singolare complessità.

In questa intervista, ci soffermeremo soprattutto sulla storia personale di Sharon-Sue Hang-Baksh, delle sue sfide, si parlerà del suo ingresso alla DDL appena laureata e di come abbia scalato l’azienda fino a diventarne una delle sue figure chiave: non solo principale responsabile della miscelazione dei rum, ma anche parte del ristretto consiglio direttivo di sole 10 persone, con solo tre presenze femminili.
Scopriremo una donna determinata, appassionata, di cuore e pure di spirito, che ci spiegherà anche come un blend centrato vada ben oltre al profumo e al sapore.
E poi, ci parlerà della sua strategia di riuscita, di libri, dei suoi mentori e di un particolare “motto” che le è stato molto d’aiuto.

M. Lanza: Con questo, sono 28 anni che operi all’interno della realtà di Demerara Distillers Limited. Era il 1995 quando sei entrata, laureata da appena un anno! Siete praticamente cresciuti assieme.

S.S. Hang-Baksh: In effetti quello in DDL è stato il mio primo lavoro appena fuori dall’Università, ero fresca di studi, ma prima avevo anche superato diversi colloqui e testato altre realtà.

M. Lanza: Cosa ti ha convinto?

S.S. Hang-Baksh: La fiducia che hanno riposto in me fin da subito. Mi sono unita alla compagnia come chimica praticante, un ruolo che ha un programma specifico, dove occorre conoscere tutti i passaggi, dall’arrivo del materiale all’analisi, alla distillazione, al prodotto pronto per essere spedito e questo mi ha dato la possibilità d’avere una visione completa di quella realtà.
E appena ho terminato il praticantato, mi hanno dato subito l’impiego di responsabile dell’ufficio di controllo.

M. Lanza: La DDL è da sempre stata una sorta di monumento nazionale, per mole, importanza e valore storico, avendo incluso distillerie antiche di secoli. Come è organizzata sul territorio? C’è un unico quartiere generale o avete creato un consorzio e mantenuto la divisione delle diverse sedi?

S.S. Hang-Baksh: La situazione originaria era che i terreni per le coltivazioni della canna da zucchero erano dislocati per tutto il Paese e per ogni piantagione c’era una propria distilleria. Con le acquisizioni di Demerara, le diverse strutture sono state progressivamente radunate nella sede centrale, che ha sistemi e organizzazione più attuali e aggiornati. Nel mio primo impiego, io lavoravo nell’ultima piccola realtà separata, sulla costa occidentale, che successivamente, nel 1999, è stata inserita nel corpo centrale. È stato un momento importante, perché, da allora, con la Diamond Demerara, è diventata l’unica distilleria in Guyana.
Così la DDL ha peculiarità di avere tutte quelle distillerie, alcune antichissime, radunate sotto lo stesso, unico, tetto. Così, nel suo complesso, la Demerara Distiller vanta oltre trecento anni di attività, e ha avuto l’accortezza di salvaguardare una preziosa collezione di alambicchi, alcuni unici al mondo.

M. Lanza: Me ne vuoi parlare?

S.S. Hang-Baksh: Alla Diamond Estate, dove viene prodotto El Dorado, c’è un doppio Pot Still in legno proveniente dalla distilleria Port Mourant, che ha più di 200 anni. Altro primato va al Single Pot Still in legno delle distillerie Versailles: anche questo, un pezzo unico al mondo. Estremamente rare anche le due colonne French Savalle, della distilleria Uitvlugt e le colonne Coffey in legno, della distilleria Enmore. Un vero e proprio museo operativo.

M. Lanza: La sede centrale è a Georgetown?

S.S. Hang-Baksh: A qualche chilometro di distanza dalla città, dove abbiamo le piantagioni Diamond. È una realtà storica che è passata sotto diversi domini e ha avuto diversi proprietari.

M. Lanza: Quando sei arrivata, la realtà di Demerara aveva già un profilo internazionale?

S.S. Hang-Baksh: Da poco, avevano iniziato a guardare all’estero nel 1993. E sono esplosi qualche anno dopo.

M. Lanza: Al momento ricopri uno dei ruoli principali dell’azienda e ne hai seguito la crescita per oltre due decenni, ora i suoi liquori sono esportati in 65 paesi in tutto il mondo. Puoi dirmi se c’è stato un evento particolare, una notizia, un premio, che ha determinato la svolta e ti ha fatto capire quanto il tuo contributo sia stato importante in questo?

S.S. Hang-Baksh: Non c’è stato un momento così circoscritto nella mia carriera nella distilleria: forse quando ero molto giovane, appena entrata, quando in poco tempo, a praticantato appena terminato, mi sono vista consegnare subito un incarico di responsabilità. Probabilmente è stato allora che ho sentito che ero riconosciuta e che era importante mio contributo qui. E poi... decisamente quando sono diventata Master Blender, in quel momento ho proprio visto il mio impatto all’interno del successo della Demerara. C’è un grandissimo coinvolgimento quando si è nella creazione di un prodotto, lo segui passo per passo odorandolo, miscelandolo, negli innumerevoli assaggi, con tutte le messe a punto, fino a quando lo porti a termine, che lo senti rotondo, complesso, pieno, completo.
E poi vedi la reazione degli altri e, di seguito, la buona risposta nel mercato, allora sì: là posso dire d’essere molto orgogliosa di quello che sto facendo.

M. Lanza: Se volessi dare un’immagine che ci porti il sapore del rum El Dorado, qualcosa che possa visualizzare l’impronta inconfondibile di questo rum, come lo rappresenteresti?

S.S. Hang-Baksh: El Dorado ha un sapore unico, con note molto caratteristiche. Come, per esempio, frutta tropicale essiccata, con accenti volatili ed esteri. Seguono le spezie scure, come il cacao, e poi l’ananas... in seguito, può esserci la liquirizia o la torba, sono note che amo molto e che faccio emergere a seconda del blend sul quale sto lavorando.
In ogni caso, voglio ottenere una corposità piena di modo che quando lo assaggi, senti dapprima un profumo inconfondibile e, in seguito, una completezza e una rotondità dei sapori che invadono tutto il palato.
Quando bevi questo rum, non è solo questione di profumo o sapore, ma di immersione sensoriale, è un prodotto che puoi “sentire”, che ti pervade. Quindi non mi è possibile dare immagini o parlare delle note chiave, perché è l’orchestrazione di tanti elementi che a loro volta lasciano una sensazione che va molto oltre la somma degli stessi.

M. Lanza: C’è una bottiglia alla quale sei particolarmente legata?

S.S. Hang-Baksh: Sì, c’è: è El Dorado 15 Years Old, mi piace davvero quel blend, è il prodotto che sento più vicino ai miei gusti, alla mia indole.
È un blended, ma ha anche la peculiarità d’essere un single still - una tecnica che si usa con l’whisky, tramite un alambicco discontinuo - un processo che gli apporta delle caratteristiche che apprezzo molto, amo proprio quel rum. Mi piace quando arriva un sapore dal corpo pieno, ma dove si colgono tutte le particolarità anche se miscelate tra loro, e ti rendi conto che stai sorseggiando qualcosa di notevole.

M. Lanza: Avete delle barrique preziose che conservate con cura?

S.S. Hang-Baksh: Ne abbiamo un bel po’ e con rum molto invecchiati. Per esempio, nel 2016, in Guyana abbiamo festeggiato il 50° anniversario dell’indipendenza dal Regno Britannico. C’è stata una grandissima festa e, in quell’occasione, abbiamo prodotto un blend con rum premium di 50 anni in un’edizione limitatissima.

M. Lanza: E ora, qualcosa di personale, hai avuto una brillante carriera accademica e ora sei tra le dieci persone del consiglio amministrativo che dirige la Demerara che esporta in tutto il mondo. Sei pure, una donna - non certo a New York, dove puoi trovare tutte le strutture adatte per organizzarti - ma in Guyana che non è così all’avanguardia. Eppure ti sei sposata, hai una figlia... come sei riuscita a conciliare tutto?

S.S. Hang-Baksh: Una bella domanda. Certamente, una donna in carriera si trova a dover gestire assieme la vita professionale e privata, con il matrimonio, la figlia... e non è una sfida facile, soprattutto per la gestione del tempo. E qui non ci sono delle grandi facilitazioni, quindi, a un certo punto, conta molto la determinazione, con il focus preciso di volere di più e di avere successo. Facendo così, di volta in volta, ti ritrovi nelle condizioni di riuscire a gestire le diverse situazioni. Certamente, ho avuto un grande sistema di supporto, in special modo da parte della mia famiglia, indispensabile per tutti i viaggi che ho dovuto fare, per poter affidare mio figlio piccolo, a qualcuno di fiducia. Qualche volta sono capitate delle sfide toste, molto toste, ma quando le superi, ti guardi indietro molto orgogliosa di te stessa.

M. Lanza: Un’ispirazione per le ragazze che si stanno impegnando a studiare e a perseguire la propria strada! Hai anche partecipato a un programma speciale per le scuole, per offrire una buona istruzione anche ai bambini e ai ragazzi senza possibilità.

S.S. Hang-Baksh: È stato un contributo che ho voluto dare alla mia comunità. È arrivata l’occasione nel 2000 tramite il Rotary Club, che opera beneficenza in tutto il mondo. All’inizio, non volevo entrarci perché oberata dal lavoro, con un bambino di 6 anni ma, alla fine, nel 2010 ho aderito al club. Quindi sto coordniando una fondazione associata che organizza un programma che seleziona i bambini più portati agli studi e li accompagna nei 5 anni del percorso scolastico, fino agli esami delle superiori, provvedendo a tutto: iscrizione, libri, trasporti, anche nei soldi per gli abiti. Questa fondazione si impegna affinché questi ragazzi vadano e, soprattutto, rimangano a scuola, nella miglior scuola a disposizione, fino agli esami. Ogni anno portiamo all’Università 6 o 7 ragazzi alla DDL Foundation, in questi anni sono già 28, sono tutti molto intelligenti e si stanno distinguendo bene! È anche un modo per avere il polso di cosa succede nella comunità e riuscire a fare quanto più possibile. E poi, mi riempie di soddisfazione poter veder cambiare la vita, il destino, di questi ragazzi e constatare che, in questo modo, il loro contributo può rendere la Guyana un Paese migliore.

M. Lanza: E come eri tu da bambina? Avevi dei sogni? Li riconosci in quello che stai facendo adesso?

S.S. Hang-Baksh: La mia infanzia non è stata particolare, di certo non avevo provette e alambicchi, ma era molto diversa da quella dei bambini di adesso. Non ero esposta a tutti questi stimoli dalla tecnologia, stavo sempre per strada, all’aperto, con i miei amici e giocavamo tutto il tempo, soprattutto a cricket, che è lo sport più popolare in Guyana. Giocavo a tennis, andavo ovunque in bicicletta, è stata un’infanzia normalissima ma felice. Ho lasciato casa a 18 anni per andare all’Università e ho subito imparato a gestirmi con il cibo, le pulizie di casa, cucinare, vestirmi. Avevo già un lavoretto e studiavo, ho fatto di tutto per non tornare a casa dei miei! E quando andavo a far loro visita, facevo vedere che ero indipendente e che passavo gli esami... non è stato facile, ma fare tutto questo già a 18 anni mi ha insegnato che non c’è sempre qualcuno che possa badare a me, ma che devo saper sopravvivere e avere successo, cosa che mi ha portato a essere ben motivata e focalizzata sulle mie priorità. Poi, certo, non tutto riesce come desiderato, ma ho anche imparato a muovermi organizzando sempre 3 possibilità, “Piano A, Piano B, Piano C”, e questo mi ha sempre aiutato a rimanere sulla situazione e a risolverla.

M. Lanza: E nella tua vita hai avuto qualcuno che ti abbia aiutato o ispirato? Un mentore?

S.S. Hang-Baksh: Innanzitutto, devo ringraziare la mia tenacia per aver fatto tutto con determinazione, fin da piccola. Ovviamente, anche i miei genitori che sono sempre stati di grande supporto, con un’incredibile capacità d’ascolto. E una volta arrivata in DDL mi ha preso in simpatia il presidente, Yesu Persaud, forse perché mi ha visto arrivare così giovane e volonterosa...
Adesso lui non c’è più, era molto anziano, ma era una persona molto esperta e saggia, una di quelle che quando ti incontra sa sempre darti un buon consiglio. Io sono una scienziata e la mia testa è formata in un certo modo, spesso fin troppo rigido, e mi diceva spesso: “Certo c’è il prodotto e il business, ma cerca di vedere la cosa in un modo diverso”. E poi, c’era George Robinson, che è mancato nel 2011, era il Master Distiller Blender della DDL, prima che lo diventassi io, ed è stato un insegnante formidabile nello spiegarmi il lavoro sui sapori, l’olfatto, le procedure e tanto altro. Non sono stati solo consigli tecnici, ma anche di atteggiamento e ricorreva ancora la frase “pensa diversamente”.
Inoltre, c’è chi mi ha consigliato buoni libri, e alcuni dei miei mentori li ho trovati leggendoli nei libri. Amo leggere molto e consiglio anche al mio giovane staff di leggere il più possibile.

M. Lanza: E quali sono le tue letture?

S.S. Hang-Baksh: Per lo più romanzi e, ultimamente, autobiografie, come quella di Michelle Obama. Mi piacciono perché fanno vedere la quotidianità che c’è dietro a un’immagine ufficiale e c’è, spesso, un bel messaggio. Ma poi, finisco con il dedicare la maggior parte del tempo a leggere materiale relativo al lavoro.

M. Lanza: Ti è mai capitato un libro che sia arrivato al momento giusto o la frase perfetta per una certa situazione?

S.S. Hang-Baksh: C’è quella frase che dice “Ogni persona sta affrontando la sua sfida. Sii, gentile sempre”.
Ed è ciò che mi spinge a dedicarmi alla beneficenza e ad aiutare gli altri, di focalizzarmi sempre in un obiettivo che abbia un cuore.

M. Lanza: E c’è una frase, un motto che ti ha motivato particolarmente?

Ci sono diverse frasi che mi aiutano, quando il momento si fa davvero duro. Una di queste è di Yesu Persaud ed è perfetta per quando mi sento stanca e frustrata, e spiega che è molto meglio essere resiliente, piuttosto che mollare tutto. Dice: “Quando non ce la fai proprio più, non limitarti a mollare... riposa”. La trovo straordinaria.

M. Lanza: Hai un consiglio per un giovane o, ancora più specifico, cosa consigli a quei 28 ragazzi che hanno lasciato le superiori e intraprendono il loro cammino?

S.S. Hang-Baksh: Innanzitutto, di terminare i loro studi, di finire tutti gli esami e poi, di seguire la loro ispirazione. Quegli studenti non hanno alcun vincolo con la DDL, sono liberi di intraprendere ciò che sentono più adatto a loro in qualsiasi parte del mondo. “Non importa cosa farai, l’importante è che tu sia una persona buona, sia che tu rimanga nel Paese o vada all’estero, devi stare ben focalizzato sul fare la cosa giusta... fatto questo, i soldi arrivano da sé”.

M. Lanza: Tornando al rum, avete in ballo delle novità?

S.S. Hang-Baksh: Ce ne sono diverse in programma, ma è ancora troppo presto per parlarne.
Alcune di queste hanno a che fare con il barricato e l’utilizzo di botti di legni particolari, che hanno tenuto vini e liquori inusuali, anche birra. Certe botti di certi vini, stanno dando una grande influenza al sapore di El Dorado e in direzioni che sono inimmaginabili, lo assaggi e fai “wow!”, e la procedura ci sta portando prodotti interessantissimi, completamente nuovi. Poi, occorre sempre vedere cosa succede nel mercato, cosa può essere adatto al momento...

M. Lanza: E per chiudere, che drink mi offriresti?

S.S. Hang-Baksh: Uno dei miei preferiti, che è il Premium El Dorado 15 Years Old.
Oppure, un cocktail gioioso, festaiolo, El Dorado 5 Years Old, assieme all’acqua appena estratta da una noce di cocco matura: è un abbinamento perfetto, leggero, rinfrescante, ne berresti un sacco di bicchieri e non ti basta mai!

Marina Lanza

Marina Lanza

In spola tra Milano, Asiago, il mare e altrove, è giornalista professionista (Traveller Condé Nast, Style.it, Grazia...). Ama il viaggio quando è lungo, decanta nell'intimo e trasforma. Ama il genere umano quando crea unicità inestimabili. Cogliere, di tutto, lo spirito. Con spirito.

Davide Fasolo

Pittore, illustratore e documentarista. Laureato in Psicologia, con una specifica inclinazione per l’Antropologia, ama viaggiare, mangiare ed è un appassionato di film con Nicolas Cage e di letteratura gialla. Vive a Torino.