C’è qualcosa di immediatamente riconoscibile in quella bottiglietta monoporzione, avvolta nella sua carta inconfondibile. Un oggetto di culto, con la sua comunità di fedeli e i suoi rituali celebrativi, rigorosamente documentati. È la bottiglietta di Underberg che, quest’anno, nel 2026, compie 180 anni. Un traguardo che poche aziende al mondo possono permettersi di vantare. 180 anni di storia ininterrotta, governati sempre dalla stessa famiglia, dalla stessa filosofia e, soprattutto, dalla stessa formula segreta. Una formula che non è mai stata messa per iscritto. Ma trasmessa a voce, da persona a persona, soltanto a chi ha guadagnato la fiducia incondizionata della famiglia. Incontriamo il nuovo custode di quel segreto: il Dr. Ludwig Ruder, dal 2025 depositario della ricetta, rappresentante della sesta generazione della famiglia Underberg e, dal 2024, nel consiglio di sorveglianza dell’azienda di Rheinberg, in Renania.
Per capire cosa rende Underberg irripetibile, bastano quattro numeri: 43, 44, 45, 46, che queste pagine sveleranno. Insieme ad altre due cifre, quelle “fortunate” per il nostro interlocutore. Sei numeri che raccontano un universo: tradizione, artigianalità, radicamento nel territorio. Perché, tra quelle 43 provenienze, figura anche un’erba autoctona esclusiva della Renania, la stessa terra in cui tutto è cominciato e dove tutto ancora accade. Nato come digestivo corroborante, Underberg è diventato, nel tempo, un fenomeno culturale. Che il recente lancio dell’UEH, nuovo, irrinunciabile drink, ha ulteriormente alimentato.
Underberg, qual è la storia dietro al brand?
Riassumere 180 anni di storia aziendale e del brand, in poche parole, è una grande sfida. In generale, era importante per il mio avo, fondatore, produrre un elisir che garantisse ai clienti e ai consumatori qualità ed efficacia costantemente elevate. In questo contesto, la mia famiglia si è sempre concentrata sul benessere di chi ha scelto Underberg e sul mantenimento di stretti rapporti con i propri clienti. Inoltre, dal 1846, l’azienda, che è sempre rimasta a conduzione familiare, è sinonimo di piacere, convivialità, innovazione e imprenditorialità responsabile in tutto il mondo.
Dal 2025 lei è anche custode del segreto della ricetta erboristica di Underberg. Come si decide a chi affidare una responsabilità così grande?
Per Underberg, il segreto viene tramandato solo oralmente, questo riflette l’integrità, l’umiltà e la visione a lungo termine del custode. Con l’obiettivo di salvaguardare questo segreto vitale, la mia famiglia ha scelto consapevolmente di non conservarlo in una cassaforte. Crediamo che la soluzione migliore sia affidarla solo a membri del nostro lignaggio e a religiosi di fiducia.
Dr.Ruder, mi può spiegare Underberg in 30 secondi?
Posso farlo in meno di 30 secondi con quattro numeri: 43, 44, 45, 46 erbe da 43 paesi, estratte in alcol al 44% vol, da gustare al meglio a 45 gradi e prodotte con cura dal 1846. È facile ricordare ciò che ci distingue come Azienda: competenza erboristica, tradizione, naturalezza e una comunità appassionata e creativa. I miei numeri fortunati personali sono 24 e 25: dal 2024 sono responsabile della sesta generazione della mia famiglia nel consiglio di sorveglianza e, dal 2025, conosco il segreto di Underberg. È sia un onore che una responsabilità.
Ha assistito al lancio dell’UEH. Potrebbe spiegarci brevemente il prodotto e la sua importanza come pietra miliare nella storia dell’azienda
È solo il secondo prodotto in 180 anni di storia aziendale a portare il nome “Underberg”, non si può parlare di pietra miliare più grande di così. (ride) Per me l’Underberg Espresso Herbtini è l’innovazione chiave del portfolio. Una fusione perfetta: Underberg ed Espresso, due grandi classici molto apprezzati, uniti in un’unica bevanda. Entrambi complessi, intensi, amari e potenti. Quello che è iniziato come un’edizione limitata nel 2023 ha ampliato e approfondito il brand Underberg e la sua lunga tradizione. Pur riscontrando momenti di consumo simili, dopo un buon pasto o in buona compagnia, l’Underberg Espresso Herbtini risulta spesso più attraente per i consumatori più giovani. Sono attratti dal profilo aromatico più accessibile, apprezzano l’effetto stimolante e scoprono il potere delle erbe.
Underberg è supportato da una comunità molto forte. Questa comunità è diversa da quelle di altri brand e se sì, perché?
Permettetemi di dirlo così: se a qualcuno piace davvero Underberg, i suoi amici e familiari lo sapranno. Nella nostra comunità ci identifichiamo profondamente con Underberg: è una celebrazione del brand e uno specchio della nostra personalità. Alcuni di noi hanno il famoso cinturone porta-bottigliette appeso in cantina, sognano di possedere un XXL Herbal Truck o, soprattutto, i fan più giovani, indossano con orgoglio il nostro merchandising, come la felpa con cappuccio.
In alcuni paesi Underberg è diventato un vero e proprio culto, con rituali di consumo quasi cerimoniali. Qual è il rituale più curioso che le è stato raccontato?
Personalmente, mi piace molto il modo in cui molti scandinavi vivono Underberg. Trascorrono spesso del tempo all’aperto e, in queste occasioni, Underberg fa parte del loro kit di sopravvivenza, insieme alla borraccia d’acqua e alle torce elettriche. Per esempio, dopo aver scalato una montagna, festeggiano in vetta con un Underberg. In grande stile, con la bottiglietta piegata a 45 gradi, con una foto come prova, che spesso finisce nella nostra community di Rheinberg e viene condivisa all’estero.
E quale rituale funziona meglio in tutto il mondo?
Probabilmente, sarà sempre l’Originale: dopo un buon pasto.